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La robotica cambierà il nostro modo di vivere?

Alla fine del 1800 Herny Ford disse “Nel futuro ci sarà almeno un auto in ogni famiglia”. Un’affermazione un po’ azzardata per quel tempo, ma che, alla fine, non fu altro che la previsione del futuro che sarebbe stato. Oggi potremmo dire lo stesso con i robot, ma sarebbe davvero una profezia?

La robotica cambierà il nostro modo di vivere?

Uomini vs. Robot

Non c’è gara con il cervello: vince l’uomo. Tuttavia va specificato che questi Androidi vengono realizzati e programmati affinché somiglino sempre più agli esseri umani. Nasce così il bisogno di creare nuove leggi che regolino e diano ordine a questo nuovo mondo che cambia in continuazione.

Per questo, nel 2018, Mady Delvaux, deputata europarlamentare - relatrice del gruppo di lavoro sulla robotica-, ha proposto di dare a queste nuove forme di intelligenza, dei diritti giuridici considerando gli umanoidi come “persone elettroniche”.

Mentre scienziati, economisti e sociologi si interrogano e cercano di capire se la diffusione dell’intelligenza artificiale sia un bene o un male, sono tante le aziende che stanno “assumendo” veri e propri robot che svolgono funzioni semplici ma efficaci.

Per fare qualche esempio, Spenser, il robot presente nell'aeroporto di Amsterdam, è capace di controllare le carte di imbarco e suggerire ai passeggeri il percorso più breve per raggiungere il gate. O Pepper, l’androidiano di Costa Diadema, che aiuta gli ospiti a muoversi dentro la nave e suggerisce loro dove cenare o fare piccoli acquisti.

Anche l’Italia sta operando nel campo della robotica. È il caso dell’I-club Facility Department, del gruppo IIT (Istituto Italiano di Tecnologia di Genova), che sta lavorando sulla programmazione del robot R1-your personal humanoid. Questo giocattolino è alto circa 130cm e pesa più di 50kg.

Come dichiara Giorgio Metta, vicepresidente dell’I-club, i lavori di perfezionamento su questo automa non sono pochi. Si sta cercando infatti di migliorare

  • Prezzo. Non più solo metallo. Stanno realizzando robot fatti da più del 50% di plastica: materiale più economico e più facile da lavorare.

  • Design. Un software che renda più fluidi i movimenti; braccia estensibili; busto ruotabile. Sono questi i principali problemi da sistemare.

  • Batteria. Attualmente l’autonomia è di circa 3h: troppo poco per coprire almeno un turno di lavoro.

  • Memoria. Si sta lavorando tanto sulla possibilità di connettere i robot ad un cloud poichè la quantità di dati che devono memorizzare è troppo elevata per una memoria fisica integrata.

La robotica cambierà il nostro modo di vivere?

Da qui a 5 anni, comunque, le stime confermano che il mondo della robotica si svilupperà solo all'interno del mondo del business. Ristoranti, aeroporti, alberghi e ferrovie saranno protagonisti questa nuova rivoluzione industriale, ma siamo ancora lontani dalla realizzazione di un umanoide capace di svolgere compiti casalinghi così da diventare un vero e proprio coinquilino i-tech.

Quindi perderemo il lavoro?

Come ogni cambiamento, anche la rivoluzione industriale 4.0 porta con se la paura che le macchine possano sostituire gli uomini in ambito lavorativo, lasciando quest’ultimi senza un impiego. State tranquilli, nessuna apocalisse; semplicemente cambieranno le mansioni.

Recenti studi effettuati ad Oxford, infatti, dichiarano che il 47% degli americani cambieranno mansione abbandonando i lavori di ripetizione, dedicandosi così a compiti che sfruttano la creatività, l’abilità manuale e l’intelligenza sociale. Sono queste, infatti, le qualità umane che nessun computer potrà mai emulare.

In conclusione l’intelligenza artificiale e la robotica saranno in grado di svolgere delle comuni mansioni, ma non di sostituire delle vere e proprio professioni. Tutto il lavoro che vi è dietro la realizzazione di questi androidiani è frutto di una visione creativa, capacità umana inimitabile. Possiamo stare tranquilli, almeno fino a quando i robot non saranno in grado, in totale autonomia, di rispondere a domande che l’uomo non è in grado di comprendere, come “qual è il senso ha la vita?” o “cosa c’è dopo la morte?”.


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