IA antropocentrica

Il rapporto tra Intelligenza Artificiale ed etica è una delle maggiori chiavi interpretative del fenomeno IA: il ministro Pisano approfondisce il tema con un intervento, nella speranza che funga da guideline per l'implementazione futura.


Lo sviluppo di tecnologie e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale avrà un ruolo fondamentale nel disegnare il nostro futuro: potrà rendere più efficienti molti processi della nostra società e aiutarci a fare le giuste scelte, a prendere le decisioni migliori, anche in momenti delicati. Per questo, sin dall’inizio del mio mandato come Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione ho messo al centro della mia visione e quindi della nostra strategia e del nostro lavoro lo sviluppo di tecnologie e competenze per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in tutto il Paese. Un vero motore di cambiamento, che però deve rispettare una condizione: mettere al centro sempre e prima di tutto l’uomo, i suoi bisogni e i suoi diritti. Immaginare gli scenari che si possono aprire con un corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale è un bellissimo esercizio per capire in che direzione vogliamo andare. Anche la semplice automazione di alcuni processi basilari e ripetitivi può avere ripercussioni rivoluzionarie, ad esempio nei servizi pubblici, nello snellire la burocrazia o nel facilitare il compito di tanti settori, come ad esempio la giustizia, i trasporti, i servizi tributari e così via, portando benefici enormi sia per gli utenti che per la Pubblica Amministrazione: servizi migliori, più rapidi, efficienti, meno costosi. Oppure l’intelligenza artificiale e l’utilizzo dei big data possono essere uno strumento straordinario per supportare e orientare l’azione dei decisori pubblici, offrendo analisi, valutazioni, indicazioni inimmaginabili fino a ieri, che permettono di fare scelte sempre più consapevoli e ponderate, proprio perché basate sui dati. O infine, come stiamo sperimentando in queste settimane in tutto il mondo, l’intelligenza artificiale può essere un alleato insostituibile per affrontare problemi globali di difficile gestione, come il contrasto o la prevenzione contro una minaccia alla salute o alla sicurezza pubblica. Sono solo alcuni esempi di quella che è una vera e propria rivoluzione che abbiamo a portata di mano e su cui, come Paese, non solo non dobbiamo restare indietro, ma abbiamo il dovere di investire e giocare un ruolo da protagonisti. Significa progettare, sviluppare e sperimentare soluzioni di intelligenza artificiale, applicarle ai procedimenti amministrativi e ai processi produttivi, per poterne valutare l’impatto e le ricadute. Non dobbiamo però dimenticare l’altra faccia della medaglia: la sicurezza dei dati, la privacy delle persone. In una parola, i diritti dei cittadini. Come ho detto più volte, la tecnologia non è neutra: il suo valore dipende da come la si sviluppa, da come la si applica. Per essere davvero utile, per avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, la tecnologia deve essere etica, trasparente, sicura e inclusiva e la sua applicazione deve mirare a rendere la nostra vita migliore, ad affrontare problemi gravi sinora irrisolti. L’Uomo, in altre parole, deve essere sempre al centro, e la scelta e l’adozione delle nuove tecnologie, anche di quelle legate all’intelligenza artificiale, deve tassativamente essere funzionale alle sue esigenze. Anche in questi giorni di emergenza, l’approccio etico all’uso dei dati e della tecnologia è qualcosa che resta al centro del nostro operato: per questo abbiamo attivato una task force multidisciplinare di esperti, incaricata di valutare l’impatto sociale dell’applicazione di innovazioni tecnologiche nell’attuale contesto di emergenza sanitaria, e produrre valutazioni e indicazioni utili per orientare in futuro il nostro operato per l’utilizzo dei dati e dell’innovazione. Con lo stesso spirito nelle scorse settimane abbiamo siglato un protocollo d’intesa sull’etica dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione e abbiamo partecipato alla stesura di un “Manifesto per l’etica nell’Intelligenza artificiale” che impone un approccio etico all’utilizzo di dati e algoritmi di AI. Il documento prevede che la tecnologia debba sempre rispettare i principi di: 1. trasparenza, per cui i criteri che sottostanno alle scelte fatte dagli algoritmi devono sempre essere “aperti” e comprensibili; 2. inclusione, affinché la tecnologia tenga sempre in considerazione i bisogni di tutti gli esseri umani, e offra benefici disponibili in eguale misura per tutti; 3. responsabilità, per cui quelli che progettano e sviluppano sistemi basati sull’AI devono operare nel rispetto e al servizio dei valori della società; 4. imparzialità, con cui gli algoritmi devono operare e fare le proprie scelte; 5. affidabilità su cui deve basarsi l’operato dei sistemi di AI; 6. sicurezza e privacy, che devono essere sempre un diritto tutelato e garantito ai cittadini. L’innovazione e la tecnologia sono una forza di trasformazione incredibile, capace di cambiare in meglio aspetti della nostra vita, anche se a volte in modo invisibile. Ma sta a noi decidere come indirizzare questa trasformazione: abbiamo il dovere di far sì che coinvolga tutti, non lasci indietro nessuno, e porti benefici reali alle persone.



Fonte originale: https://www.ansa.it/osservatorio_intelligenza_artificiale/notizie/societa/2020/04/27/intelligenza-artificiale-ed-etica-una-rivoluzione-umana-molto-umana_f4719842-9367-472e-94c6-966e40f7bc9e.html

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